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Celle solari tandem: il record del 35,5% e cosa cambia per il fotovoltaico

Celle solari tandem: il record del 35,5% e cosa cambia per il fotovoltaico

Una cella tandem silicio-perovskite ha raggiunto il 35,5% di efficienza: cosa significa e quando potrà arrivare sui tetti e negli impianti.
DGDG Ingegneria
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Il 14 luglio 2026 LONGi, uno dei maggiori produttori mondiali di moduli fotovoltaici, ha annunciato un nuovo record di efficienza per una cella solare tandem silicio cristallino-perovskite: 35,5%, valore certificato in modo indipendente dal laboratorio europeo ESTI. Per avere un termine di paragone, i moduli in silicio che si installano oggi su tetti e impianti a terra lavorano in genere tra il 21% e il 24%.

Che cos’è una cella tandem

Una cella tandem sovrappone due strati che “catturano” parti diverse della luce solare. Lo strato superiore in perovskite, un materiale cristallino sintetico, sfrutta soprattutto la luce ad alta energia (blu e verde); lo strato inferiore in silicio lavora sulla parte rossa e infrarossa dello spettro. Così si spreca meno energia rispetto a una cella a singola giunzione, il cui limite teorico è di circa il 33,7%: per le tandem silicio-perovskite si stima un limite fino al 43%.

Perché questo risultato è importante

Il record arriva dopo una serie di passi avanti rapidi: 33,9% a fine 2023, 34,6% nel 2024, 35,2% inserito nelle tabelle internazionali di efficienza a maggio 2026. Ma il dato più interessante per chi progetta impianti riguarda le dimensioni: LONGi ha certificato anche celle di formato quasi industriale (261 cm²) al 34,3% e moduli tandem oltre il 31%. Significa che la tecnologia sta uscendo dal laboratorio.

Cosa cambia in pratica

  • Più energia a parità di superficie: utile dove lo spazio è poco, come coperture di edifici, pensiline e capannoni.
  • Meno strutture e cablaggi a parità di potenza installata, con possibili risparmi sui costi di impianto.
  • Nuove opportunità per l’agrivoltaico e per le Comunità Energetiche, dove ogni metro quadrato conta.

Restano due nodi da sciogliere prima della diffusione su larga scala: la durata nel tempo della perovskite, più sensibile a umidità e calore rispetto al silicio, e i processi produttivi su grandi volumi. Il produttore non ha ancora indicato date per la commercializzazione.

Il nostro punto di vista

Oggi i moduli in silicio restano la scelta più affidabile per un impianto fotovoltaico, ma è utile conoscere la direzione in cui si muove il mercato, soprattutto per progetti che dureranno 25-30 anni. In fase di progettazione valutiamo sempre le tecnologie disponibili, gli spazi e i consumi reali, per scegliere la soluzione più conveniente nel lungo periodo.

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